CORRISPETTIVI TELEMATICI - Obbligo dal 01-01-2020
Dal 1° gennaio 2020 scatta l’obbligo di memorizzazione e trasmissione telematica dei corrispettivi
Dal 1° gennaio 2020 scatta l’obbligo di memorizzazione e trasmissione telematica dei corrispettivi
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Dal 1° gennaio 2020 scatta l’obbligo di memorizzazione e trasmissione telematica dei corrispettivi

13 Gen Dal 1° gennaio 2020 scatta l’obbligo di memorizzazione e trasmissione telematica dei corrispettivi

 

Dal 1° gennaio 2020 scatta l’obbligo di memorizzazione e trasmissione telematica dei corrispettivi

Scatta dal 1° gennaio 2020 per tutti i soggetti passivi IVA che effettuano operazioni nell’ambito del commercio al dettaglio o di attività assimilate ex art. 22 del DPR 633/72, l’obbligo di memorizzazione e trasmissione telematica dei corrispettivi come previsto dall’articolo 2, comma 1 del DLgs, n 127/2015. Tale obbligo è già in vigore, dal 1° luglio 2019, per i commercianti al minuto con volume d’affari superiore a 400.000 euro.

Ambito soggettivo

La norma ha indicato che sono tenuti ad adempiere il nuovo obbligo di memorizzazione elettronica e di trasmissione telematica dei corrispettivi, i soggetti che effettuano le operazioni di cui all’art. 22 del DPR 633/72 ossia quei soggetti passivi IVA che esercitano attività di commercio al dettaglio e dei soggetti ad essi assimilati, i quali beneficiano, per tali operazioni, dell’esonero dall’emissione della fattura (salvo che la stessa non sia richiesta dal cliente). Si tratta in particolare selle seguenti operazioni:

  1. cessioni di beni effettuate da commercianti al minuto autorizzati in locali aperti al pubblico, in spacci interni, mediante apparecchi di distribuzione automatica, per corrispondenza, a domicilio o in forma ambulante;
  2. prestazioni alberghiere e le somministrazioni di alimenti e bevande effettuate dai pubblici esercizi, nelle mense aziendali o mediante apparecchi di distribuzione automatica;
  3. prestazioni di trasporto di persone nonché di veicoli e bagagli al seguito;
  4. prestazioni di servizi rese nell’esercizio di imprese in locali aperti al pubblico, in forma ambulante o nell’abitazione dei clienti;
  5. prestazioni di custodia e amministrazioni di titoli e per gli altri servizi resi da aziende o istituti di credito e da società finanziarie o fiduciarie;
  6. alle prestazioni di custodia e amministrazione titoli e altri servizi resi da aziende o istituti di credito e da società finanziarie o fiduciarie;
  7. attività di organizzazione di escursioni, visite della città, giri turistici ed eventi similari, effettuata dalle agenzie di viaggi e turismo;
  8. prestazioni di servizi di telecomunicazione, di servizi di teleradiodiffusione e di servizi elettronici resi a committenti che agiscono al di fuori dell’esercizio d’impresa, arte o professione.
  9. prestazioni di gestione del servizio delle lampade votive nei cimiteri

Tutti questi soggetti devono applicare la memorizzazione e trasmissione elettronica dei corrispettivi indipendentemente dal regime fiscale applicato. Sostanzialmente devono applicare i corrispettivi elettronici anche i soggetti che applicano il regime forfettario seppur esonerati dall’emissione della fattura elettronica.

Inoltre è opportuno specificare che nel definire l’ambito applicativo del nuovo regime, la norma fa riferimento ai “soggetti che effettuano le operazioni di cui all’art. 22 del DPR 26 ottobre 1972, n. 633“, nulla viene detto in merito al luogo di stabilimento del soggetto.

Soggetti esclusi

In fase di prima applicazione, l’obbligo di memorizzazione elettronica e trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi giornalieri non si applica alle operazioni non soggette all’obbligo di certificazione dei corrispettivi, ai sensi dell‘art. 2 del DPR 21 dicembre 1996, n. 696, e successive modificazioni e integrazioni, e dei decreti del Ministro dell’economia e delle finanze 13 febbraio 2015 e 27 ottobre 2015.

Per tali operazioni continuerà a sussistere l’obbligo di registrazione dei corrispettivi di cui all’art. 24 del DPR 633/72, ma non sarà necessario il rilascio dello scontrino o della ricevuta fiscale.

Alcuni degli esoneri previsti dal DM 10 maggio 2019 hanno carattere temporaneo in quanto saranno operativi solo “in fase di prima applicazione”.

Ad esempio, per i seguenti esoneri:

  • cessioni di tabacchi, giornali periodici, vendite per corrispondenza, somministrazioni presso mense aziendali, ecc.;
  • servizi connessi alla duplicazione della patente;
  • servizi elettronici, di telecomunicazione, di teleradiodiffusione resi a privati;
  • Prestazioni di trasporto pubblico collettivo di persone e di veicoli e bagagli al seguito, certificate mediante biglietto di trasporto;
  • Operazioni effettuate a bordo di una nave, di un aereo o di un treno nel corso di un trasporto internazionale;
  • l’esonero vale fino a data da definire con successivo decreto.

Mentre le operazioni collegate, connesse o “effettuate in via marginale” rispetto alle precedenti operazioni, e le operazioni diverse dalle cessioni di benzina e gasolio, “effettuate in via marginale” dagli esercenti impianti di distribuzione carburante, l’esonero vale fino al 31 dicembre 2019.

Ambito oggettivo

L’art. 2 co. 1 del DLgs. 127/2015 non indica specificamente le operazioni per le quali i commercianti al minuto devono effettuare la memorizzazione e trasmissione telematica dei corrispettivi. Nella normativa precedente veniva indicato, in riferimento al regime opzionale, che la memorizzazione e trasmissione dei dati riguardavano i corrispettivi delle cessioni di beni e delle prestazioni di servizi di cui agli artt. 2 e 3 del DPR 633/72. Il che sembrerebbe applicabile anche all’attuale normativa rendendo oggetto di memorizzazione e trasmissione i dati delle operazioni effettuate nell’ambito dell’attività di commercio al minuto o di attività assimilate.

Tale obbligo dovrebbe venire meno se il contribuente decida di continuare a certificare i corrispettivi mediante fattura, che, a partire dal 1° gennaio 2019, ai sensi dell’art. 1 D.Lgs. n. 127/2015, deve essere elettronica e trasmessa tramite il Sistema di Interscambio di cui all’art. 1, c. 211 e 212, della L. 24 dicembre 2007, n. 244. Questo sarebbe applicabile anche nel caso in cui la fattura venga richiesta dal cliente. Tale chiarimento è stato fornito con la Risp. AE 21 maggio 2019 n. 149.

Modalità di trasmissione dei corrispettivi

La memorizzazione elettronica e la trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi devono essere effettuate mediante strumenti che garantiscano l’inalterabilità e la sicurezza dei dati, compresi quelli che consentono i pagamenti con carta di debito e di credito.

L’Agenzia delle Entrate ha stabilito che i nuovi adempimenti possono essere effettuati mediante:

  1. i registratori telematici o mediante i registratori di cassa opportunamente adattati alle nuove funzioni telematiche;
  2. una procedura web disponibile gratuitamente nell’area riservata del portale Fatture e Corrispettivi, all’interno della sezione “Documento commerciale on line”, utilizzabile sia da PC che da dispositivi mobili (es. tablet e smartphone).

Trasmissione mediante registratori telematici

In caso di utilizzo dei registratori telematici (o dei registratori di cassa adattati), la trasmissione dei dati dei corrispettivi avviene in modo autenticato, protetto e sicuro mediante la rete pubblica.

Il registratore segue le seguenti fasi:

  1. elabora i dati contenuti nella memoria permanente di riepilogo e genera un file XML con le informazioni richieste (nel rispetto del tracciato “Tipi dati per i corrispettivi” richiesto dall’Agenzia delle Entrate);
  2. sigilla il file;
  3. invia il file al sistema dell’Agenzia delle Entrate;
  4. riceve dal “Sistema AE”, contestualmente alla trasmissione del file XML, l’esito che attesta l’avvenuta trasmissione dei dati, nonché il controllo della validità del sigillo e della struttura formale dei file trasmessi.

Trasmissione mediante procedura web

La trasmissione dei corrispettivi mediante la procedura web dell’Agenzia delle Entrate non ha ad oggetto i dati di riepilogo delle operazioni effettuate nel corso della giornata, ma i dati di ogni singola operazione effettuata, in tal caso dunque, la trasmissione dei dati, al pari della memorizzazione dei dati, dovrebbe avvenire contestualmente alla generazione del documento commerciale. L’esito della trasmissione potrà essere visualizzato, mediante l’apposita funzione disponibile dal servizio “Documento commerciale on line” (“Visualizzazione”).

Credito di imposta per acquisto del registratore telematico

È stato previsto, per i soggetti che acquistano un nuovo registratore telematico, un credito di imposta scomputabile direttamente dal modello F24 pari al 50% del costo del registratore con un massimo di 250 euro.

Termini di trasmissione dei dati

I dati relativi ai corrispettivi giornalieri devono essere trasmessi telematicamente all’Agenzia delle Entrate entro 12 giorni dall’effettuazione dell’operazione. Restano inalterati il termine giornaliero

Sanzioni

In caso di omessa memorizzazione o trasmissione dei dati dei corrispettivi, ovvero di memorizzazione o trasmissione con dati incompleti o non veritieri, la norma prevede l’applicazione delle medesime sanzioni previste nelle ipotesi di violazione degli obblighi di emissione dello scontrino o della ricevuta fiscale, ossia:

  1. la sanzione di cui all’art. 6 co. 3 del DLgs. 471/97, pari al 100% dell’imposta corrispondente all’importo dei corrispettivi non trasmessi o non memorizzati; la stessa sanzione si applica in caso di omesse annotazioni su apposito registro in caso di mancato o irregolare funzionamento dei registratori (se non constano omesse annotazioni, la mancata tempestiva richiesta di intervento per la manutenzione dei registratori è punita con sanzione amministrativa da 250,00 a 2.000,00 euro);
  2. la sanzione di cui all’art. 12 co. 2 del DLgs. 471/97, che comporta la sospensione della licenza o dell’autorizzazione all’esercizio dell’attività, o dell’esercizio dell’attività, per un periodo da 3 giorni a un mese, qualora siano contestate quattro distinte violazioni, compiute in giorni diversi, nel corso di un quinquennio (se l’importo complessivo dei corrispettivi oggetto di contestazione eccede la somma di 50.000,00 euro, la sospensione è disposta per un periodo da 1 a 6 mesi).

È previsto comunque che, per i primi 6 mesi di vigenza dell’obbligo, le sanzioni previste dall’art. 2 co. 6 del D.Lgs. 127/2015, non si applicano se il soggetto passivo trasmette i dati dei corrispettivi entro il mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione restando comunque fermi i termini di liquidazione dell’imposta.

La moratoria trova applicazione:

  1. dall’1° luglio 2019 al 31 dicembre 2019 per i soggetti che hanno realizzato nel 2018 un volume d’affari superiore a 400.000,00 euro e che non rientrano nelle ipotesi di esonero di cui al DM 10 maggio 2019;
  2. dall’1° gennaio 2020 al 30 giugno 2020 per la restante parte dei soggetti che effettuano operazioni ex art. 22 del DPR 633/72.

 

Lo studio rimane a disposizione per eventuali ulteriori chiarimenti.
Distinti saluti

Studio C.D.L. associati di Sartor Alberto e Trivellato Patrizia

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