ESODO A FAVORE DEI LAVORATORI PROSSIMI A PENSIONE
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ESODO A FAVORE DEI LAVORATORI PROSSIMI A PENSIONE

11 Nov ESODO A FAVORE DEI LAVORATORI PROSSIMI A PENSIONE

inps_pensioniCon il messaggio n. 4095/2016, l’Inps ha fornito ulteriori precisazioni in ordine alla corretta predisposizione della garanzia fideiussoria che il datore di lavoro deve presentare all’Istituto ai fini dell’accesso alla prestazione.

La legge prevede che, per accedere alla prestazione di esodo, il datore di lavoro presenti all’Inps una fideiussione bancaria a garanzia dell’adempimento degli obblighi assunti nei confronti dell’Istituto medesimo, aventi ad oggetto il versamento anticipato della provvista per la prestazione e per la contribuzione figurativa correlata, maggiorate di una parte variabile, pari almeno al 15% della predetta provvista, in funzione delle successive determinazioni adottate dall’Istituto: nel corpo della fideiussione deve essere indicato espressamente (in cifre e numeri), oltre che l’importo relativo alla “parte fissa”, anche l’importo della “parte variabile”. che costituiscono l’Importo massimo garantito, cioè la misura massima dell’esborso della banca, entro la quale, nei limiti delle obbligazioni garantite, opererà la fideiussione presentata.
Inoltre, come riportato nell’articolo 3 dello schema di fideiussione, il decorrere della scadenza finale determina la cessazione automatica di ogni effetto della garanzia, anche in assenza di restituzione dell’originale dell’atto: in tali casistiche, così come nelle ipotesi di svincolo totale della fideiussione o di mancata realizzazione dei presupposti di accesso all’esodo per tutti i lavoratori in relazione ai quali era stata rilasciata la garanzia, l’Inps non procede alla restituzione della fideiussione, ma può fornire la dichiarazione che la banca non è tenuta a garantire ulteriormente gli obblighi del datore di lavoro esodante nei confronti dell’Inps.
Il prospetto di quantificazione dell’onere è redatto sulla base della contribuzione correlata quantificata dal datore di lavoro in via presuntiva al momento della presentazione della domanda preliminare, sulla media delle retribuzioni sulla base degli ultimi 2 o 4 anni precedenti la cessazione del rapporto di lavoro. Nell’ipotesi in cui il lavoratore abbia prestato attività lavorativa presso il datore di lavoro esodante per un periodo inferiore, il datore di lavoro deve segnalarlo all’Inps, dandone evidenza nel file contenente i dati dei lavoratori allegato al modello Sc77, che provvederà a determinare il valore della contribuzione correlata e della relativa retribuzione ai fini della predisposizione della fideiussione e della determinazione della contribuzione correlata da versare.
Con riferimento alle domande di accesso alla procedura di esodo presentate a decorrere dal 1° maggio 2015 per la determinazione della misura della contribuzione correlata, che deve essere versata dal datore di lavoro per i periodi di erogazione della prestazione, le disposizioni vigenti prevedono che l’imponibile previdenziale cui fare riferimento è quello dell’ultimo quadriennio. Per i lavoratori iscritti successivamente al 31 dicembre 1995 a forme pensionistiche obbligatorie e per coloro che optano per la pensione con il sistema contributivo si dovrà tenere conto del massimale previsto dall’articolo 2, comma 18, L. 335/1995, la cui misura per l’anno 2016 è pari a 100.324 euro.
Il piano relativo ai lavoratori interessati dal “programma di esodo” presentato dai datori di lavoro deve essere annuale (con ultima decorrenza di accesso alla prestazione di accompagnamento alla pensione il 1° dicembre dello stesso anno): solo eccezionalmente, in ragione per esempio dell’elevato numero di lavoratori interessati, è possibile prevedere più di un piano di esodo annuale, previa autorizzazione dell’Inps.
Lo studio rimane a disposizione per eventuali ulteriori chiarimenti.
Distinti saluti.
Studio C.D.L. associati di Sartor Alberto e Trivellato Patrizia

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